Servizi

I Volontari del Soccorso, uniti, passo dopo passo. Ma la sfida continua…

Da:”Volontari del Soccorso”: “Attività, crescita e novità nel 1997” Sono due i terremoti che vedono coinvolta la CRI in questa fine del ’97.
Presentazione dell’Ispettore Nazionale V.d.S. Massimo Barra

Il primo, tristissimo, nell’Umbria e nelle Marche dove la nostra Associazione ha, per la prima volta tra tutte le emergenze degli ultimi 30 anni, dispiegato con tempestività e senza esitazioni molta parte del suo potenziale operativo di intervento, in maniera unitaria e coordinata, conquistandosi sul campo l’affetto delle popolazioni colpite ed il rispetto delle Autorità. L’altro, più “interno”, con la progressiva applicazione di uno Statuto nato già vecchio per una gestazione di quasi venti anni e con qualche ferita di troppo infertagli dai tanti che vi hanno messo mano, non tutti animati da buoni sentimenti e intenzioni nei nostri confronti.

La sfida tra quanti hanno fatto di tutto per ostacolare il nuovo Statuto, ritenendo evidentemente piacevole il vecchio sistema, e noi che lo Statuto invece lo abbiamo fortemente voluto, toccherà in questi mesi il suo punto più alto. Sta al senso di responsabilità di ciascuno di noi, volontarie e volontari di tutte le Componenti, fare sì che nessuno abbia a rimpiangere i tempi del centralismo burocratico romano quando per gestire la CRI occorreva avere in tasca la tessera del partito giusto, le Componenti si ignoravano se non addirittura si ostacolavano, i Comitati Provinciali erano i Comitati del solo capoluogo e non della Provincia, mancava del tutto la dimensione regionale, lo “sviluppo” era una parola colpevolmente assente nelle circolari del Centrale. Certo “gestire” è cosa diversa dal “lavorare” e richiede un sùrplus di saggezza.

Ma il patrimonio di energie che tutti assieme possiamo liberare è enorme ed adeguato anche alle imprese più ardue: come riportare la CRI agli antichi splendori.

,