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“Il problema droga oggi: aspetti generali”

Discorso del Dottor M. Barra in occasione di un “Seminario di studio per operatori scolastici, socio-sanitari, genitori e studenti sul tema: “Educare alla salute per prevenire la droga” (c/o Sala “Raimondi” di Crotone dal Primo al 7 dicembre 1984). Promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal Provveditorato agli Studi di Catanzaro – Crotone.

Vi dirò anzitutto che, in un primo momento, non avevo accettato di venire nella vostra città perché essendo stato nella scorsa settimana prima tre giorni a Strasburgo e poi a Bolzano mi sembrava maniacale e delirante rientrare la domenica mattina da Bolzano e ripartire la domenica sera per la Calabria. E invece poi ho accettato il giorno in cui il Prof Loiarro, – vi racconto un episodio tanto per incominciare a riscaldarci – mi ha telefonato lungamente da casa sua.

Ora generalmente in questo mondo in cui tutti se ne fregano, in cui tutti fanno il porco comodo loro, é difficile trovare qualcuno che da casa sua fa una lunga interurbana per un dovere d’ufficio. Secondo me questa é una cosa eccezionale, assolutamente unica, e allora ho detto sì, allora ho detto vale la pena incontrarsi perché se c’é gente che ha fede, qualunque essa sia, é bene potersi incontrare, ed allora eccoci qui riuniti. Il compito mio sarebbe quello di riscaldare 1’uditorio e cercherò di farlo, anche per tenerci svegli e desti tutti quanti, nel tempo più breve possibile per permettere poi a voi di fare tutte le domande che riteniate opportune.

E anche qui ho una certa difficoltà perché 1’uditorio é estremamente eterogeneo: qui andiamo infatti da giovanissimi studenti fino al Vescovo e, quindi occorre trovare un minimo denominatore comune che vada bene per il Vescovo e per il più giovane e questa é un’impresa abbastanza difficile. Ed allora, con il permesso di tutti, come si fa in montagna che in genere le cordate si fanno sul più debole e non sul più forte, userò un linguaggio il più possibile semplice, il più possibile alla portata di tutti e invece di farvi un discorso complesso cercherò di essere il più terra-terra possibile e di affrontare comunque l’argomento droga, in quanto dovete fare un seminario di una settimana parlando di questo spauracchio droga.

Poi gli aspetti più specificamente preventivi li vedrete anche in successive riunioni, quindi, se siete d’accordo, io vorrei parlare di questo argomento di cui tutti parlano, di cui c’é ancora una conoscenza estremamente frammentaria. Ed allora io vi vorrei portare l’esperienza di uno che da dieci anni fa il medico in un centro antidroga, che in questi dieci anni ha incontrato e curato circa 3500 tossicomani da droghe pesanti, che è partito da posizioni estremamente distanti da questo fenomeno – perché io tutto pensavo di fare tranne che di occuparmi di questi problemi e me ne sono occupato solo per i casi della vita che sono assolutamente imprevedibili all’inizio e che quindi oggi posso già cominciare a sentirmi sufficientemente vecchio per fare un bilancio, per avere un’idea globale di questo fenomeno, un’idea rinforzata da una serie di esperienze che la vita mi ha concesso di fare in Italia e all’estero.

Ed allora dovendo parlare di questo argomento, io partirei proprio dalle fondamenta, cercando di costruire un piccolo edificio in una mezz’oretta, quaranta minuti. Comunque, se vi stufate prima me lo dite e passiamo subito alle domande. . Diciamo anzitutto che la droga é qualsiasi sostanza capace di modificare l’organismo se assunta. Così droga non é solo l’eroina, l’hashish, la cocaina ma è anche l’alcool, il tabacco, i farmaci. Allora, entro certi limiti, quello che ci interessa non è tanto la sostanza, perché di sostanze capaci di modificare l’organismo ce ne sono migliaia, sempre ci saranno, indipendentemente dal fatto se sono lecite o illecite.

E anche la distinzione tra droghe legali e illegali non é una distinzione netta quasi che si passasse dal mondo del bene, perché ammesso dalla legge, al mondo del male perché dalla legge è vietato, ma ogni sostanza rappresenta un gradino di questa scala che io chiamo la scala dell’intossicazione, in cui al gradino più basso avremo la più leggera delle droghe legali e al gradino più alto la più pesante delle droghe illegali e in cui ogni sostanza rappresenta di per sé sempre un handicap per l’organismo.
Perché? Perché l’ideale di sopravvivenza, l’ideale per campare da parte dell’organismo consiste nel mantenimento della omeostasi. Che cos’é l’omeostasi? L’omeostasi significa la costanza dell’ambiente interno, l’equilibrio di quello che sta dentro. L’organismo per sopravvivere non gradisce essere modificato e ogni volta che viene modificato dall’esterno, da una sostanza capace di modificarlo, cioè da una droga in senso lato, reagisce per ripristinare il suo equilibrio interno.

Come? Per esempio con il meccanismo dell’assuefazione. Che cos’é l’assuefazione? Vi ricordate Mitridate, re del Ponto, che era quello che aveva paura che l’ammazzavano con la droga, con il veleno, e prese il veleno a piccole dosi tant’é che quando ebbe la dose che avrebbe dovuto essere mortale non morì perché si era assuefatto. Si era abituato al veleno e quindi 1’assuefazione in fondo é un fenomeno di difesa da parte dell’organismo che non gradisce di essere modificato dall’esterno e capendo che ogni sostanza capace di modificarlo è potenzialmente nemica, impara a distruggerla e quindi se la prima volta una certa dose determina un certo effetto, mano-mano che l’organismo impara a difendersi e a sparare contro la sostanza estranea, la stessa dose ottiene effetti fatalmente inferiori e quindi se si vuole ottenere lo stesso effetto occorre aumentare la dose.

Vedete che questo è un esempio di come l’organismo non gradisce di essere modificato e tenti in ogni modo di difendersi con i suoi meccanismi dall’invasione di sostanze che sono capaci di modificarlo. Che vuol dire droga legale o droga illegale? Questa distinzione varia anche in funzione di una serie di fattori, come per esempio il fattore spazio. Se noi per esempio andiamo nell’Arabia Saudita notiamo che l’alcool è una droga illegale e chi viene trovato con una bottiglia di whisky va in galera; una bottiglia di whisky costa centomila lire al mercato nero come da noi l’eroina.

Se invece andate nello Yemen del Nord voi vedete alle tre del pomeriggio tutti quanti andare in giro con degli arbusti che sembra la domenica delle Palme e ad un certo punto cominciano a mangiare queste foglie verdi, cominciano a masticarle, cominciando a formare una palla rotonda in bocca, sempre più grossa e alle sette tutti quanti hanno questa palla, anche i poliziotti che da una parte hanno il mitra e dall’altra hanno questa palla e alle sette sono tutti “fatti” di questa sostanza che da noi é una droga illegale e lì è una droga legale.

Pensate agli indiani d’America che non conoscevano l’alcool, però usavano anche per i loro riti religiosi sostanze allucinogene derivate dal pejote, e che quando ebbero l’alcool ne ebbero effetti dirompenti. Quindi, vedete come tutto cambia in funzione di spazio, di tempo, di dose. Se voi andate in farmacia e pigliate un tubetto di sonnifero e ve lo pigliate tutto insieme, l’effetto di questa sostanza che è nata come sostanza terapeutica non serve a star meglio ma serve a sconvolgerci, ad alterare in maniera intensa il proprio rapporto con il mondo. (Segue alla pagina successiva >>)

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